Un tuffo a San Nicolò e le cascate del Fosso Terio

La ricerca di una vita solitaria, tra i luoghi più impervi ed isolati dove tuffarsi nelle acque del fiume Bosso.

Categoria: Trekking
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L’eremo di San Nicolò di Bosso

Secondo quanto narra la tradizione, la fondazione dell'eremo di S. Nicolò di Bosso, è attribuita a S. Romualdo. Il santo, nello stesso periodo, avrebbe dato vita anche agli eremi di S. Salvatore delle Foci di Cagli e di S. Bartolo, sulle pendici orientali del Monte Petrano.
Non si conoscono, ad oggi, documenti d'archivio che consentano di attribuire con certezza l'istituzione dei tre eremi a S. Romualdo, però la cosa non appare certo improbabile, se pensiamo che il santo dimorò nel territorio cagliese intorno all'anno 1012. Questi proveniva dal monastero di S. Vincenzo di Petra Pertusa (Furlo), ove, secondo gli storici, dimorò quando già aveva tra i 104 e 105 anni d'età. Lo precedeva, come ovunque, la fama delle sue virtù, con la conseguenza di un continuo accorrere delle folle intorno al lui, il che lo costringeva, nella sua ricerca della vita solitaria, a cambiare frequentemente di zona ed a ricercare i luoghi più impervi ed isolati. In questa sua ricerca esplorò, di fatto, tutta la vallata del fiume Burano e quella del Bosso, scegliendone poi tre località per lasciarvi la sua impronta.
La conferma dell'attività svolta da San Romualdo alle pendici del Monte Petrano, la troviamo nella 'Vita di San Romualdo' scritta da S. Pier Damiani, il quale fu quasi contemporaneo di S. Romualdo.

L'acqua di San Nicolò

Il romitorio, infine, ha lasciato il nome a una sorgente che sgorga poco lontano dal luogo ove era ubicata la chiesa e che ancora oggi è chiamato “bagno di San Nicolò”. L'acqua della sorgente, in passato, era ritenuta dotata di qualità terapeutiche molto efficaci per la cura delle malattie della pelle e vi si faceva ricorso per curare i bambini dalla scabbia e da altre malattie simili. Molto probabilmente l'associazione tra acqua, particolari qualità terapeutiche e San Nicolò, richiama in modo diretto il fenomeno della “manna di San Nicola”, ovvero un'acqua pura e trasparente che si forma nella tomba dove vengono conservate le reliquie del santo nella Basilica di San Nicola a Bari, alla quale sono attribuite dai devoti proprietà miracolose. In realtà studi recenti hanno dimostrato che l'acqua di San Nicolò di Bosso non ha nessuna caratteristica di rilievo se non quella di essere sempre, anche in piena estate, particolarmente fredda e limpida e quindi viene molto apprezzata dai “bagnanti” estivi, poiché il refrigerio che offre, anche nelle giornate più calde e afose è immediato e duraturo.

Per coloro che fossero interessati ad approfondire vi consigliamo la lettura di [fonte]:
L’eremo di San Nicolò di Bosso
di G. Presciutti, M. Presciutti e G. Dromedari

Il Tour Virtuale delle cascate del Fosso Terio e dI San Nicolò

La traccia GPX per raggiungere le bellissime cascate del Fosso Terio


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