Trekking Carbone e Oro a Rio Vitoschio

Scopri l’avventura del Trekking Carbone e Oro a Rio Vitoschio nel Monte Nerone! Esplora panorami spettacolari e ammira l’imponente Cascata del Rio Vitoschio.

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Se sei un amante delle escursioni avventurose e sei in cerca di una sfida che ti porti a contatto con la natura incontaminata sei nel posto giusto. In sintesi, il Trekking Carbone e Oro a Rio Vitoschio nel Monte Nerone, potrebbe essere l’opzione perfetta per te! Questo sentiero selvaggio è situato nelle incantevoli montagne del Monte Nerone nelle Marche. Il percorso offre una vera e propria avventura per gli escursionisti che desiderano immergersi in paesaggi spettacolari e scoprire la storia del territorio.

Trekking Carbone e Oro lungo Rio Vitoschio

Il sentiero di trekking Carbone e Oro ti porta lungo il Rio Vitoschio, un piccolo affluente del fiume Candigliano. Si narra che il sentiero veniva utilizzato un tempo per il trasporto del carbone e dell’oro trovato setacciando l’acqua del fiume con dei teli. Oggi, questo sentiero offre un’esperienza di trekking unica che ti permette di esplorare la bellezza selvaggia del Monte Nerone e scoprire le storie legate alle antiche attività della zona.

La partenza del sentiero è situata tra il paese di Piobbico e quello di Apecchio. Il percorso ti condurrà attraverso una fitta vegetazione a risalire il torrente. Lungo il percorso, potrai ammirare bellissimi scorci sulle pareti e sui monti circostanti. Il rumore del fiume che scorre accanto a te ti accompagnerà per tutto il percorso, creando un’atmosfera magica e rilassante.

A causa delle vecchie carbonaie, durante l’escursione avrai l’opportunità di scoprire le tracce dell’antica attività della zona. Questi resti testimoniano il passato ricco di storia di questa zona, che dava lavoro a boscaioli e carbonai

La cascata, meta del trekking a Rio Vitoschio

Il punto culminante del trekking è la Cascata dell’Eremita. La cascata molto alta è spettacolare! Qui è possibile rilassarsi e ammirare il paesaggio circostante. Questa cascata offre un luogo ideale per una pausa rigenerante e per scattare foto memorabili.

Tuttavia, è importante notare che il percorso del Trekking Carbone e Oro a Rio Vitoschio è semplice ma con alcuni passaggi da affrontare con attenzione. Per affrontarlo in sicurezza, però, è richiesta una buona condizione fisica. Il terreno può essere scivoloso e accidentato in alcuni tratti, quindi è consigliabile indossare abbigliamento e calzature adeguate per l’escursionismo. Inoltre, è sempre consigliabile essere preparati con acqua e snack per l’escursione, e rispettare l’ambiente circostante, evitando di lasciare rifiuti lungo il percorso.

In conclusione, se sei un amante delle escursioni avventurose e sei interessato a scoprire la storia e la bellezza naturale del Monte Nerone, il trekking Carbone e Oro ciò che fa per voi.

Descrizione tecnica del Trekking Carbone Oro a Rio Vitoschio

a cura di Palmiro Rossi di Apecchio Scarica qui la versione PDF

Lungo la SP 257, a 2 km da Piobbico e 8 km da Apecchio,  un cartello giallo indica l’inizio del sentiero per Rio Vitoschio Indicazioni disponibili qui. Una stradina carrabile segue il corso d’acqua fino al noto passaggio delle “Porte”, strettoia tra due alte pareti verticali attrezzate per l’arrampicata sportiva. ( 8’)

Rio Vitoschio Le Porte
Rio Vitoschio Le Porte

Si guada il fosso due volte, la stradina diventa sentiero lungo il torrente.
Dopo  7’, in corrispondenza del bivio con il sentiero n.30, che sale a sinistra tra gli alberi, si prosegue diritto seguendo i segni rossi.
Prendere a sinistra un breve traverso su roccia proprio sopra l’acqua.
Più avanti, 3’, in corrispondenza della cascata, dove i più temerari possono immergersi nelle acque gelide anche in estate, si sale a sinistra.
Proseguendo per il sentiero scendendo a destra in 3’ si raggiunge la “grotta dell’oro”, salendo a destra per 5’ si arriva ad una carbonaia, lungo il percorso sono presenti numerose di queste piazzole.
Ripreso il sentiero a 7’ si trova un’altra capanna con al centro un grosso masso, fortunatamente crollato quando non abitata. Altri 6’ si raggiunge un’altra capanna e il bivio con il sentiero che a sinistra sale verso il sentiero n.30 e che a destra scende al fosso dell’Eremita.
A 3’ si raggiunge il fosso del Pisciarello, affluente di destra del fosso dell’Eremita, che segna il confine fra il comune di Apecchio e Piobbico.Proseguendo, dopo 7’, si arriva ai ruderi del monastero di San Bartolomeo in Rio Vitoschio, per approfondimenti vedi il testo Rio Vitoschio storia.
Scendendo per 5’ si arriva al guado del fosso dell’Eremita a sinistra per 5’  si passa per una carbonaia poi si incontra un grosso masso coperto da piante e a lato i ruderi di una capanna probabile romitorio.Tornati indietro e proseguendo verso destra a 6’ si arriva al bivio che a sinistra porta a Rossara e quindi al parcheggio oppure a destra, 11’ alla “Grotta dell’Oro”.
Dalla grotta si guada il fosso e in 40 minuti si raggiunge il parcheggio.

Cascata fosso dell'eremita
Cascata Fosso dell’Eremita

Il ritorno, come proposto nella traccia GPS sottostante, avviene per il Fosso del Pisciarello e volendo, con una piccola deviazione è possibile vedere l’imponente cascata di 40 metri. L’insieme dei due percorsi costituisce un bellissimo trekking ad anello.

Rio Vitoschio e la caccia all’oro

In questo luogo magico, Monte Nerone elargiva le sue ricchezze, infatti da una fessura posta in un costone di roccia, una sorgente di acqua trascinava fuori dal cuore della montagna piccole pagliuzze d’oro per arrotondare i magri guadagni dei carbonari che lavoravano in quella zona. Oggi la sorgente è diventata avara di acqua e quindi anche di oro.

Si racconta che un certo Tassi Giuseppe di Serravalle di Carda aveva posto un setaccio Sotto la sorgente e periodicamente andava a raccogliere ciò che vi si accumulava, portandolo ad un orefice di Urbino; il Tassi purtroppo morì improvvisamente senza rivelare il segreto ai famigliari. Si perse così la memoria di quel luogo. Affascinato da questo mistero, negli anni ’70, durante una delle mie escursioni, lo ritrovai; mi accorsi subito che vi erano ancora i pali infissi nel terreno con legato un rudimentale setaccio di tela, il tutto sotto un costone che forma una specie di grotta. Pochi anni dopo sfortunatamente, qualcuno andato a ripararsi li sotto, vi aveva acceso un fuoco bruciando tutto.

“Le mie radici Serravalle di Carda e Monte Nerone” di Giovanni Martinelli.

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