Escursioni e tracce GPX

Trincee del Grappa con la neve: le Meatte e il Monte Boccaor

Un percorso suggestivo lungo una mulattiera di arroccamento tra gallerie e trincee della Grande Guerra

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Il giro delle trincee a Monte Grappa è probabilmente uno dei trekking più conosciuti e forse più belli di tutto il Massiccio, e oggi voglio presentarlo con una veste insolita. Con il mantello bianco della neve.

Siamo a inizio Marzo e approfittando dell’ultimo weekend libero prima dell’ennesima chiusura causa coronavirus decido di raggiungere il Sacrario monumentale di Cima Grappa. L’obiettivo è ricaricare le energie per affrontare la nuova stretta e godermi gli ultimi scampoli di neve della stagione. Riempire gli occhi di tanta bellezza, complice il fatto che quest’inverno di neve ne è caduta tanta.
Chiamo due amici, Andrea e Diana, e partiamo relativamente presto per anticipare gli altri che immaginiamo abbiano avuto la nostra stessa idea.

Il Sacrario di Cima Grappa
Sullo sfondo il Sacrario Monumentale di Cima Grappa

Arrivati a Cima Grappa infatti siamo veramente in pochi, ma alpini e soldati bloccano l’accesso al Sacrario. Scopriamo, con dispiacere, che nei weekend non è accessibile a causa della pandemia, così come le principali stradine che si diramano dalla cima. Poco male, ci buttiamo a valle seguendo inizialmente il sentiero 109 e ripieghiamo a sinistra fino a intercettare l’arrivo della ferrata Guzzella. Da qui prendiamo il bivio sulla sinistra per il sentiero che scende a Malga Valvecia. Abbiamo fatto questa piccola variante sul sentiero principale per evitare dei pericolosi accumuli di neve. Raggiunta Malga Valvecia e prestando molta attenzione nel bosco a causa della neve gelata, continuiamo la discesa fino ad uscire nello splendido circo di Pian Di Bala. Davanti a noi vediamo la nostra destinazione, il monte Boccaor e il sentiero delle Meatte.

Dettaglio ben visibile del Sentiero delle Meatte evidenziato dalla neve
Evidenziati dalla neve il Sentiero delle Meatte e le trincee del Boccaor

Sentiero delle Meatte a supporto delle trincee del Monte Grappa

Il Sentiero delle Meatte è parte di una vecchia mulattiera di arroccamento scavata nella roccia dalle truppe italiane in tutta fretta dopo la disfatta di Caporetto nella Grande Guerra. La strada attraversa una serie di gallerie e fa parte di una linea diretta di rifornimento con i soldati impegnati al fronte e veniva utilizzata per il trasferimento dei feriti in fondo valle e verso la pianura. Sulle pendici di tutto il monte Boccaor c'erano gallerie e baraccamenti, a volte arroccati in maniera impensabile. Paradossalmente la mulattiera risultava “protetta” proprio dai dirupi della valle del Lastego

La trincea posta sulla cresta del Monte Boccaor era stata predisposta nel caso fosse stata superata la prima linea che era distante solo poche centinaia di metri. All’occorrenza si sarebbe potuta trasformare immediatamente in campo di battaglia e costituisce l’ultimo baluardo difensivo della battaglia d'arresto.

Sicuramente uno degli esempi di “archeologia bellica” meglio conservati di tutto il massiccio del Monte Grappa.

Trekking a Monte Grappa: verso le trincee del Monte Boccaor per il Sentiero delle Meatte

Decidiamo di salire per il sentiero delle Meatte. La strada interamente scavata nella roccia è altamente panoramica, con brevi gallerie e a tratti molto esposta. Nei punti più pericolosi però è stato predisposto un cavo d’acciaio di protezione.
Oggi oltretutto ci sono importanti accumuli di neve che rendono alcuni passaggi arerei e pericolosi. Ramponi, bastoncini e uno spezzone di corda in questi casi possono risultare molto utili per superare le difficoltà. Con le giuste attenzioni e dopo essere passati sotto il ponte costrutito come punto terminale della ferrata Sass Brusai, arriviamo ad un bivio. In prossimità di un serbatoio d’acqua costruito durante la prima guerra mondiale teniamo la sinistra seguendo tutte le trincee per arrivare alla vetta del Monte Boccaor (1532 m s.l.m.).
Continuiamo la discesa tra l’ingegnoso zigzag delle trincee fino a tornare a Pian Di Bala. Nelle trincee generalmente è possibile vedere gli scalini utilizzati per l’osservazione e le postazioni di mitragliatrice oltre a qualche galleria usata come magazzino e rifugio. Ma oggi c’è la neve…

Dettaglio delle trincee ricoperte dalla neve che procedono a zigzag per adattarsi meglio al terreno e limitare i danni in caso di bombardamento

Il ritorno decidiamo di farlo risalendo la stradina che porta ai ruderi di Cason Val de Melin. Sono le 14 passate e un po’ di fame inizia a farsi sentire. Approfittiamo di un po’ di sole per riscaldarci e asciugarci, oltre che gustarci il meritato ristoro.

Dopo aver fatto qualche ripresa con il drone ripartiamo fino a rincontrare la Malga Valvecia. Per il rientro decidiamo di risalire tutto il crinale per poi sbucare al Rifugio Bassano, esattamente sotto il Sacrario.

Guarda la panoramica Video dal Sacrario Militare

Terzo tempo dopo il trekking

Dopo aver percorso circa 800 metri di dislivello in meno di 5 ore, sulla strada del ritorno ci siamo fermati a bere una birra veloce al Bar Camposolagna. Torniamo a casa con gli occhi gonfi di bellezza e nel petto il cuore segnato dall’orgoglio e dal sacrificio dei nostri soldati cha hanno inseguito il loro ideale di Patria. Un’escursione che mi ha regalato forza e speranza.

Michele, Diana e Andrea a Cima Grappa. Sullo Sfondo il Monte Boccaor
Michele, Diana e Andrea a Cima Grappa con il Monte Boccaor sullo sfondo

Sintesi

DoveMassiccio del Grappa, Monte Boccaor (TV)
CartografiaTabacco 51 – Massiccio del Grappa, Bassano, Feltre
Parcheggiohttps://goo.gl/maps/g6X55hfx7QW8vDqZ8
QuandoInizio marzo, sconsigliato in inverno per la neve
DurataCirca 5h con varie soste
Distanza10 km
Dislivello800 m
DifficoltàEscursione nel complesso semplice ma attenzione ai tratti esposti lungo il sentiero delle Meatte, specie in presenza di neve e ghiaccio
AttrezzaturaScarponi, casco, zaino da 30L, ramponi, bastoncini, spezzone di corda per le emergenze, cibo e acqua.
Rifugi lungo il percorsoRifugio Malga Valvecia (con bivacco per le emergenze)
Rifugio Bassano (dove abbiamo lasciato l’auto)

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