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La ciclabile delle Dolomiti. Venezia – Monaco in bici: tappa 3

Una tappa stupenda tra i più bei 3000 metri delle Dolomiti. Da Pieve di Cadore a Villabassa toccando Cortina, il lago di Landro e le Tre Cime di Lavaredo.

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La terza tappa è lungo la ciclabile delle Dolomiti. La nostra avventura in bici da Venezia a Monaco di Baviera ha inizio con una piacevole sorpresa. Al risveglio nel campeggio di Domegge di Cadore in riva al lago notiamo a fianco alle nostre un’altra tenda. Notiamo poi una bella bici gravel, ottimamente attrezzata per il viaggio. La bici aveva però una gomma a terra…

Conosciamo così Alessio, ragazzo di Ancona poco più giovane di noi, partito due giorni prima da Mestre e diretto anche lui a Monaco in solitaria. Scambiamo qualche parola, e dopo aver condiviso i reciproci itinerari, gli regaliamo una camera d’aria adatta alla sua bici, con l’auspicio di ritrovarci a Monaco per una birra assieme. Salutiamo Alessio e ci mettiamo in marcia; il cielo azzurro e l’aria fresca lascia intendere una giornata splendida dal punto di vista metereologico.

La ciclabile delle Dolomiti

Smontate le tende e lasciato l’International Camping Cologna riattraversiamo il Lago di Peve di Cadore fermandoci giusto il tempo per qualche foto e ci rimettiamo in marcia verso Pieve di Cadore. Poco dopo ci fermiamo per la solita abbondante colazione seguita da un grande toast e da qui imbocchiamo la Ciclabile delle Dolomiti Calalzo-Cortina-Dobbiaco costruita sul vecchio sedime ferroviario. Con pendenze mai eccessive e lunghi tratti all’ombra in un paio d’ore arriviamo a Cortina.

Lorenzo e il monte Antelao
Lorenzo e il monte Antelao

Il panorama è stupendo, stiamo pedalando all’ombra delle montagne più belle del mondo. Alla nostra destra si snodano l’Antelao e il Cristallo, alla nostra sinistra il monte Pelmo, il Civetta, le Cinque Torri e il gruppo del Fanes.
Pedalare lungo la ciclabile in mezzo a questi imponenti 3000 metri ci ha permesso di gustarli in modo diverso dal solito. Abbiamo avuto tempo di analizzare e godere di ogni loro forma, di ogni sfumatura della roccia e di immaginarci vie di risalita alternative per raggiungere le vette. Il panorama che si gode dalla ciclabile è strepitoso, un saliscendi mai troppo faticoso che si affronta con lo sguardo ripagato dalla bellezza dei paesaggi. In alcuni tratti tange la strada ma nella maggior parte si è distanti da non sentire rumori e non aver impedimenti alla vista.

La ferrovia Dobbiaco – Cortina d’Ampezzo – Calalzo

La linea ferroviaria Dobbiaco – Cortina d’Ampezzo – Calalzo deriva dall’unione di varie ferrovie militari realizzate dall’autorità militare italiana e dall’autorità militare austriaca sui due versanti del fronte durante la prima guerra mondiale. La linea ferroviaria usata per il trasporto persone è entrata in funzione nel 1921 e ha cessato servizio nel 1962. Non ha avuto vita lunghissima, tuttavia gode oggi di una seconda giovinezza:

  • Il tratto Dobbiaco – Cortina è una strada bianca in ottime condizioni e viene utilizzata in estate come percorso ciclabile o escursionistico e in inverno per lo sci di fondo.
  • Il tratto Cortina – Calalzo è stato convertito quasi interamente in pista ciclabile asfaltata.

I fabbricati delle ex-stazioni sono generalmente in buone condizioni anche se in stato di abbandono, altri invece sono stati convertiti a punto ristoro.

La linea ferroviaria tocca alcuni dei punti stupendi delle Dolomiti come il Lago di Landro, uno dei più bei laghi alpini dell’Alta Pusteria, e le Tre Cime di Lavaredo.

Una sosta a San Vito di Cadore e Cortina

Dopo un paio di saliscendi nel bosco e brevissimi tratti tecnici (massimo 50 metri su sfondo sassoso e una discreta pendenza) si raggiunge San Vito di Cadore, dove una tappa alla pasticceria Fiori è d’obbligo.

Nel frattempo ci ha raggiunto anche Mauro, papà di Lorenzo, che ne ha approfittato della bella giornata per farsi un giro in scooter fino a Cortina partendo da Padova.

In compagnia ci siamo gustati un’ottima spremuta, il caffè e la famosa torta Scoiattolo a base di mandorle e cacao. L’energia giusta per rimetterci sui pedali! Oltre a mangiare ogni tanto abbiamo anche pedalato. Il consumo calorico con la bici carica in salita è di circa 3-4000Kcal. Ogni giorni inoltre mediamente si bevono 3-4 litri di acqua…È importante nutrirsi e bere costantemente, evviva! 😁

Dopo esserci salutati con Mauro siamo ripartiti con l’idea di raggiungere Cortina e farci una giro in centro dove avremmo mangiato qualcosa e trascorso le ore più calde della giornata all’ombra del suo caratteristico campanile.

Il Campanile di Cortina
Il Campanile di Cortina

Ciclabile delle Dolomiti: Pedalando verso le Tre Cime di Lavaredo e il passo Cimabanche

Da Cortina cambia il fondo del percorso. Se prima era asfaltato ora è infatti su strada bianca. Seguiamo la ciclovia per passo Cimabanche e lo sterrato che incontriamo in questa prima parte di percorso è di ottima qualità. Il fondo è abbastanza compatto e permette, anche se in costante ascesa, di non faticare eccessivamente rendendo ancora più affascinante il tragitto. In questo tratto il percorso attraversa varie gallerie scavate nella roccia viva in cui è ancora ben evidente la tecnica di scavo con fori riempiti con materiale esplosivo per far saltare blocchi di roccia. Le gallerie più lunghe sono illuminate pertanto non serve una luce frontale. In inverno questo percorso viene invece utilizzato come magnifico percorso per lo sci di fondo.

Dal passo Cimabanche la strada è in piacevole e costante discesa fino a raggiungere il Lago di Landro. Qualche chilometro dopo, lungo il tratto pianeggiante che prosegue nel bosco, sono ben visibili sulla destra le Tre Cime di Lavaredo, uno dei monumenti naturali rappresentativi nel mondo delle nostre amate Dolomiti.

Dopo questo breve tratto pianeggiante ricomincia una piacevole discesa fino a raggiungere Villabassa e il Camping Olympia. Passeremo qui la notte dopo aver pedalato 80km con 1050 metri di dislivello.

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    2 Responses

    1. blank Ubi ha detto:

      Bravi ragazzi !!!!
      Bella avventura, ottima descrizione e soprattutto ci state convincendo a farla anche noi

      • blank Michele Magnoni ha detto:

        Ciao Ubi, grazie mille!
        Sali in bici e parti, non te ne pentirai, e se ti va fa un fischio che ci si incontra per strada!!

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