Via “The Wall” sulla Torre Grande di Falzarego

Via sportiva di grande soddisfazione sulla parete sud-est della Torre Grande di Falzarego

Di vie moderne a spit aperte da Mario Dibona, nota Guida Alpina di Cortina d’Ampezzo, ne ho salite diverse tra 2021 e 2022: credo una decina. Posso dire senza troppi dubbi che le sue vie sono sempre una garanzia di bellezza della linea e della roccia. La chiodatura è generalmente sicura, con logiche differenze a seconda della difficoltà dei tiri. La via “The Wall” sulla Torre Grande di Falzarego è una via particolare, che si può dividere in tre parti.

I primi 4 tiri affrontano difficoltà sostenute, con un paio di tiri di 6b+/6c; la parte centrale risulta più scorrevole, al massimo 6a+ su placche comunque non banali; infine le ultime due lunghezze, un bel 6b e, per concludere, il tiro più impegnativo, gradato 7a+.


E’ un bel lunedì di inizio ottobre: il tempo è perfetto, il cielo è terso e soffia un’aria frizzante. Con Marco si decide di prenderci ferie e approfittare del fuori stagione per salire questa via in assenza di cordate e di traffico lungo la strada.

L’avvicinamento

Lasciamo l’auto lungo la strada del Passo Falzarego dalla parte opposta del Ristorante Strobel. Dallo spiazzo di fronte al ristorante prendiamo il sentiero che, salendo per il bosco, ci porta fino ai resti dell’ospedale militare italiano della Grande Guerra. Immediatamente dopo l’ospedale si sale per qualche minuto fino ai piedi della parete, all’altezza della spaccatura che divide Torre Piccola e Torre Grande, dove si trova la scritta “The Wall” sulla parete. I primi spit sono ben visibili da sotto.


Come in tutte le recenti vie fatte assieme, optiamo per salire con un solo zaino, sulle spalle del secondo di cordata. Usiamo le nuovissime mezze corde di Marco (Beal da 7,9mm / 70m) e portiamo 4 friend medio-piccoli, che non abbiamo utilizzato.

La via

Il primo ad iniziare sono io (grazie al sole diretto salgo addirittura in t-shirt), su un bellissimo 6b+ che lascia ben poco modo per scaldarsi gradualmente. Si entra subito nel vivo della via e, pur sentendo subito una discreta ghisa, raggiungo in libera la prima sosta. Proseguiamo sempre a comando alternato sui due tiri successivi, 6a/6a+ di placca mai banale.

E’ il momento della quarta lunghezza, un 6c+ che affronta Marco da primo. Impegnativo, soprattutto la prima parte del tiro con delle sequenze di movimenti da intuire bene. Da secondo riesco ad azzeccarlo.. bene, una piccola soddisfazione.


I tiri centrali lasciano un po’ di riposo alle braccia, anche se mai banali. Attenzione alla 5^ lunghezza: la più facile della via ma anche la meno protetta, con il primo chiodo piuttosto alto rispetto alla sosta, necessario superare una pancia ben ammanigliata senza esitazioni.

Se finora il sole ci ha tenuto compagnia, gli ultimi tre tiri li saliamo all’ombra. E’ ottobre e soffia un vento piuttosto fresco. Risultato: in sosta ci si congela, soprattutto le dita! Il ché non è congeniale per affrontare gli ultimi due tiri, un 6b/+ leggermente strapiombante a buchi e il temibile 7a+. Il freddo, unito ad un po’ di stanchezza dopo 4 ore in parete, si fa sentire. L’obiettivo a questo punto è uscire dalla via e tornare finalmente al sole.. Ed è così che tra qualche imprecazione e un po’ di A0 siamo finalmente in vetta, di nuovo al caldo.


La discesa

Dalla vetta si scende di qualche metro in direzione nord dove si trovano degli anelli di calata che con 2 doppie portano ad una forcella. In alternativa si può scendere disarrampicando su tratti di II/III. Dalla forcella siamo scesi con un’altra doppia in direzione sud/ovest e ulteriormente a piedi fino a raggiungere la base della parete ovest della Torre Piccola. Da qui, restando ai piedi della parete, siamo tornati alla base di The Wall per recuperare l’altro zaino. Ritorno al parcheggio lungo il medesimo sentiero dell’avvicinamento. In totale circa 1h/1h15 dalla vetta.


Considerazioni personali sulla via

Nel complesso The Wall è una bella via, di soddisfazione, in ambiente spettacolare. Affrontarla tutta in libera, compreso l’ultimo tiro, è davvero un bel traguardo.

Terzo tempo

Ottobre sulle Dolomiti significa fuori stagione, con molti bar chiusi. Per mangiare e bere qualcosa dopo la via siamo andati a Cortina d’Ampezzo (in questa stagione bella più che mai) alla birreria Forst Pontejel.

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